Tenia nel gatto: sintomi e cura

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Tenia nel gatto: uno dei parassiti intestinali più comuni, ma molto meno grave della ben nota filaria. Con questo non voglio affatto dire che vada trascurata. Assieme agli ascaridi, la tenia nel gatto è una delle problematiche più frequenti che si verificano a livello intestinale e per questo è bene conoscerla e stare in guardia.



Innanzitutto fotografiamola: la?tenia nel gatto, detta anche cestode, è un verme, color bianco-crema che può raggiungere i 15-60 cm. Colpisce i gatti come anche i cani e l’uomo stesso, ha bisogno di un ospite intermedio e di uno finale. L’ospite finale è il nostro animale, dato che stiamo è parlando di tenia nel gatto, mentre quello intermedio…dipende.

Dipende dalla tipologia di tenia di cui si parla, le più frequenti tra i gatti sono il Dipylidium canium e la Taenia taeniaeformis. La prima tenia nel gatto è la più frequente, nel gatto domestico, diciamo, e ha come ospite intermedio le pulci.

Nel caso della Taenia Taenieformis l’ospite intermedio sono i topolini, quelli di campagna, tipo, che possono essere mangiati dal gatto, soprattutto dal gatto che circola libero in zone rurali o gatto cacciatore, ecco perché questa forma di tenia nel gatto è meno frequente tra mici abitutati a bazzicare sul poltrone e divani più che nei prati.

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Tenia nel gatto: ciclo vitale

La tenia nel gatto si presenta sotto forma di vermi piatti che vivono nell’intestino e si nutrono di ciò che l’animale ingerisce, arriva anche a 60 cm. Ora concentriamoci sulla tipologia che più colpisce i nostri gatti d’appartamento o semi domestici, LaTenia Dipylidium canium, ricordando che passa per le pulci e il suo ciclo vitale dipende proprio dalla loro presenza.

Quando la tenia nel gatto si manifesta, essa si posiziona nell’intestino e presenta una serie di uncini posti a un’estremità, quella che corrisponde alla testa. Con questi gancetti si attacca alla parete intestinale del gatto, animale ospite finale, e depone le sue uova. Lo fa “infilandole” nelle proglottidi che sono delle strutture descrivibili come sacche.

Unendosi l’una all’altra, le varie sacche di uova di tenia nel gatto vanno a formare il corpo segmentato di questo parassita. Man mano che sono piene, queste sacche si staccano dalla testa della tenia nel gatto ed escono. L’animale le emette assieme alle feci.

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Ad occhio nudo, ad occhio umano, le proglottidi sembrano dei chicchi di riso, dei semi di miglio, sono bianche e potrebbero anche muoversi un poco: è infatti facile che un padrone osservandole pensi che siano la tenia nel gatto. In verità la tenia è ancora all’interno dell’animale, purtroppo, e quelle che vede sono “solo” le uova, forse future tenie, comunque da notare e da eliminare.

Man mano che il tempo passa ingialliscono e seccano, quando le uova fuoriescono da queste sacche finiscono a terra, pronte per essere ingerite dalle pulci che a loro volta possono essere ingerite dal nostro gatto, una volta adulte. Ed ecco che ricomincia il giro. La pulce nell’intestino porta la tenia nel gatto e si forma di nuovo il verme piatto e “mangione” che tanto indebolisce il nostro micio.

Tenia nel gatto: sintomi

Abbiamo parla di indebolimento, infatti la tenia nel gatto ha più che altro questo tipo di sintomi, non ne ha di grossi ed evidenti, soprattutto rispetto ad altre parassitosi intestinali, ma sono sintomi più subdoli e progressivi, non aggressivi. Fra i più comuni per la tenia nel gatto si hanno diarrea anche intermittente, vomito, dimagrimento, appetito aumentato, leccamento insistente della zona anale a causa del prurito, pelo opaco.

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L’appetito aumentato e la perdita di peso sono legate al fatto che la tenia nel gatto si nutre di quello che lui ingerisce. La perdita di pelo, o un manto rovinato, sono invece conseguenza dell’indebolimento generale. Il prurito, soprattutto anale, è infine dovuto al movimento e alla fuoriuscita degli stessi parassiti.

Tenia nel gatto: diagnosi

Molto spesso a riconoscere la tenia nel gatto è il suo padrone che nota le uova, le sacche di uova, le proglottidi o attaccate intorno all’ano o nelle feci o cadute nella cuccia dove dorme. Non è sempre detto che procedendo con un esame delle feci per arricchimento, chiedendo al veterinario, l’esito rispecchi la reale situazione.

Può succedere che la tenia nel gatto ci sia ma non venga rilevata. Questo perchè le proglottidi non sono eliminate di continuo e se il campione preso per il veterinario non contiene uova di tenia nel gatto, l’esito sarà ovviamente negativo. Un falso negativo.

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Tenia nel gatto: cura

La cura per la tenia nel gatto non è difficile, consiste nell’assunzione di un prodotto sterminante, vermifugo, spesso?a base di Praziquantel. Può avvenire per via orale, sotto forma di compresse, o per iniezione, o per applicazione topica. In questo caso conviene sentire il veterinario, di caso in caso, di gatto in gatto, di tenia in tenia nel gatto.

Ma non è finita qui: non preoccupiamoci, nulla di complicato, ma dato che l’animale si infesta mangiando una pulce, se vediamo la tenia nel gatto significa che ha o ha avuto recentemente le pulci. Logico è affiancare un antipulci all’antiparassitario interno.?Se abbiamo tanti gatti assieme va da sé che il trattamento antipulci va applicato a tutti, altrimenti la tenia nel gatto passa da animale ad animale e non ce ne liberiamo più.

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Tenia nel gatto: prevenzione
Conoscendo ora come funziona la tenia nel gatto, la prevenzione immaginerete consista nel tenere lontani gli ospiti intermedi. Per la taenia taeniformis, trattandosi di roditori, è abbastanza semplice, ma se parliamo di pulci, come nel caso della tenia nel gatto più comune, allora il processo è più complesso.

Una disinfestazione dell’ambiente può essere necessaria e rassicurante, combinata alla terapia farmacologia antiparassitaria, tenendo conto che il contagio, anche tra gatto e uomo, avviene sempre e solo con l’ingestione degli animali ospiti.?Se ad esempio acquistiamo o troviamo un gattino, consiglio di fare un’esame delle feci contattando il veterinario e anche di stare in guardia noi stessi ed aprire gli occhi perché, come abbiamo visto, spesso siamo noi padroni a notare la tenia nel gatto.

Se abbiamo un gatto che esce spesso, un bel collare antipulci e un controllino alle feci una o due volte all’anno lo si può fare, per lui e per noi, e per noi, lavarsi le mani dopo aver toccato il gatto è più che sufficiente, senza evitare di coccolarlo, anzi.

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Pubblicato da Marta Abbà il 14 agosto 2015