Solanacee da evitare

Solanacee

Solanacee, un nome che suona strano ma che vuole indicare molti alimenti che consumiamo quotidianamente o quasi. Ci sono discussioni in merito all’opportunità di consumare questo tipo di cibi. Alcuni macrobiotici e nutrizionisti pensano che sia meglio evitarli, altri invece ne lodano le proprietà. Iniziamo a conoscerle prima di farci la nostra idea.



Solanacee: quali sono

La famiglia delle solanacee è decisamente numerosa, comprende quasi 100 generi diversi per un totale di oltre duemila specie. In questa categoria, quindi, troviamo piante stimolanti, medicinali ma anche piante velenose e mortali. Per farci una idea, sono Solanacee il tabacco, la belladonna, la mandragola ma anche le comuni patate, i pomodori, le melanzane e i peperoni. Non scordiamoci i peperoncini!

Sono considerate delle piante tropicali e di positivo hanno il fatto che sono alcalinizzanti, tuttavia spesso risultano troppo espansive e raffreddanti. Questo significa che non sono ancora adatte al nostro suolo e al nostro organismo, perché creano disarmonia sia con l’ambiente, sia nel nostro corpo.

Nessuno può prevedere se questa situazione tra millenni evolverà, ma in questi anni è necessario prendere atto che se consumiamo in maniera eccessiva le Solanacee, possiamo creare degli squilibri all’ambiente e soffrire degli effetti collaterali anche dal punto di vista fisico personale. Può ad esempio capitare che ispessiscano il sangue, inoltre favoriscono alcune malattie.

Solanacee

Solanacee: intolleranze

Come accennato le Solanacee non sono delle piante semplici, ad alcune persone possono addirittura causare allergie. Altri sono intolleranti e devono eliminarle dalla propria dieta per migliorare ed evitare effetti collaterali.

Queste reazioni non piacevoli possono essere legate all’alta percentuale di alcaloidi che c’è in queste piante, anche nelle radici e nei frutti. Si tratta di sostanze con un potente effetto fisiologico, per capire di che tipo, posso fare degli esempi. Sono presenti anche nel caffè, nel cioccolato, nell’oppio. Ovvio, per quanto riguarda melanzane, peperoni e pomodori, si parla solo di lievi tracce.

Solanacee e vegetariani

Le Solanacee sono da tenere sotto controllo, come quantità, se stiamo seguendo un regime alimentare vegetariano.

Spesso infatti ciò significa che non si assume molto calcio, per cui questi alimenti sono fortemente sconsigliati visto che tendono ad aggravare situazioni in cui il calcio è già carente. Al contrario, se la nostra dieta è ricca di latticini, quindi tendente all’eccesso di calcio, allora le Solanacee non creano alcun problema, sempre meglio però assumerne dosi moderate per evitare altri effetti collaterali.

Solanacee

Solanacee e artrosi

Un’overdose di Solanacee può creare problemi legati alle ossa e alle articolazioni. E’ dimostrato, sono direttamente responsabili di problemi articolari come di malattie coronariche, senilità, calcolosi renale, bronchite cronica. Anche la psoriasi può essere legata a questa categoria di alimenti. Il legame con l’artrosi lo si spiega con il fatto che esse gradualmente rimuovono il calcio dalle ossa e lo depositano in parti sbagliate del corpo.

Nei reni, nelle arterie, nelle articolazioni, creando infiammazioni e altre problematiche non piacevoli. Per questo, si consiglia di mangiare ma con moderazione, le solanacee e anche i prodotti che le contengono: la fecola di patate, la paprika, il pepe di cayenna, il tabasco, a persone affette da dolori artritici.

Solanacee: alimenti e dieta

Quando si desidera strutturare una dieta equilibrata è necessario capire che effetti possono avere le solanacee in generale e alcune di esse, in particolare. Prendiamo ad esempio la patata, spesso presente nelle diete e percepita come “innocua”.

Non va certo eliminata dal menù, se non per particolari ragioni, ma è bene sapere che contiene abbondanti quantità di solanina, all’interno a nella buccia e questo può causare effetti tossici come irritazione della mucosa dello stomaco, nausea, diarrea e problemi al sistema nervoso.

Passando ai peperoni, ingenua verdura dal sapore coraggioso, essi assieme a pomodori e melanzane, hanno un contenuto di solanina inversamente proporzionale al grado di maturazione. Più sono maturi e più la concentrazione di solanina diminuisce. Ciascuno può fare le opportune valutazioni per calibrare le solanacee nella dieta quotidiana.

Solanacee in gravidanza

In gravidanza più che mai è consigliato moderare le quantità di solanacee che ingeriamo, per tutti i motivi che abbiamo già illustrato.

Il 70-80% degli alcaloidi contenuti nelle solanacee, in verità, viene eliminato dall’ organismo attraverso feci e urine, ma purtroppo il resto si accumula in diversi organi e impiega circa 1 o 2 mesi per essere smaltito. Meglio quindi non sovraccaricare un corpo che è già impegnato in altri frangenti, rischiando oltretutto di diventare intolleranti a questa categoria di cibi che ha i suoi pregi.

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Pubblicato da Marta Abbà il 9 giugno 2017