Parestesia: significato e sintomi

parestesia

Quando le gambe formicolano si parla di parestesia, ma non solo. Questo disturbo della sensibilità non riguarda solo gli arti inferiori ma anche quello superiori, può presentarsi anche in modo molto localizzato, non è affatto gradevole anche se non si può definire doloroso. Sembra un pizzicorio e non è immediato capire perché viene e come farlo smettere.



Parestesia: significato

Per parestesia si intende ufficialmente l’alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo. Non è quindi per forza caratterizzata dalla sensazione delle formiche, può sembrare anche di essere trafitti da tanti piccoli aghi in una zona specifica del proprio corpo. Certo è che non risulta affatto piacevole come cosa.

Ci sono casi in cui non significa nulla di grave. Ad esempio quando si tengono per troppo tempo le gambe accavallate, poi si sentono formicolar ma basta davvero poco per tornare a stare bene. Anche quando ci si addormenta su un braccio, accade qualcosa di simile.

Se avvertiamo questa sensazione troppo spesso, non solo in casi come quelli citati, è bene recarsi da un medico che con dei semplici test può capire cosa ci sta sotto.

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Parestesia: cause

Per individuare le cause della parestesia basta un semplicissimo esame presso il proprio medico di base, ad esempio capire come reagiamo se, chiudendo gli occhi, ci sfiorano con un batuffolo di cotone, provette di vetro contenenti acqua calda o fredda oppure un ago. Dalle nostre risposte il dottore potrà capire se servono alcuni test specifici e quali.

La parestesia può derivare da un problema che riguarda le fibre nervose ed emergere in corrispondenza con alcune malattie neurologiche. Altre cause possono essere anche l’artrite reumatoide, un danno diretto ai nervi, una malattia autoimmune. Nell’ultimo caso, il rimedio suggerito è di assumere molti omega 3 contenuti in olio d’oliva, di mais, di semi di girasole e sesamo e incrementare le vitamine A, C ed E. Gli altri li vediamo tra poco.

Parestesia: sintomi

Abbiamo già descritto i sintomi della parestesia. Possiamo descrivere due tipi di disturbo. Il primo è legato ad un errore di un determinato organo di senso alla ricezione di un certo stimolo, il secondo invece non ha legami con alcuno stimolo.

Quando arriva un impulso al nostro corpo ed esso sbaglia a riconoscerlo è come quando versiamo acqua calda su un braccio e non sentiamo quella sensazione di calore. Nel secondo caso, invece, ciò che accade è che si sente un pizzicorio senza che nulla sia accaduto. Oppure delle sensazioni di caldo o freddo, in assenza di stimoli esterni.
Tra le cause più comuni della parestesia ci sono i problemi di circolazione, sia i più banali, sia i più gravi.

Parestesia e ansia

Tra i sintomi della parestesia c’è anche l’ansia. Ad essa troviamo associati altri sintomi come una improvvisa necessità di urinare, l’intorpidimento, l’aumento del formicolio mentre si cammina o si compie un’azione che richiede sforzo fisico.

Anche la stanchezza e gli spasmi muscolari possono derivare da un disturbo della sensibilità come quello di cui stiamo parlando. Quando si riscontra la necessità di muovere periodicamente gli arti inferiori senza motivo e con frequenza esagerata, si parla di RLS, Restless Leg Syndrome.

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Parestesia: rimedi

Iniziare, o continuare, a mangiare in modo sano e regolare è una delle prime cose da fare per cercare di rimediare. E’ infatti importante che il sangue fluisca bene nelle vene e non si formino coaguli. Meglio ridurre gli alcolici, eliminare il fumo, fare esercizio fisico con regolarità e mantenere il peso forma.

Altri rimedi consigliati sono legati alle cause della parestesia. Se ad esempio è scatenata da tunnel carpale, esercizi di stretching giornalieri oppure lo yoga, se da una neuropatia, ci vuole una regolare attività fisica. Può anche capitare che il medico ci prescriva dei farmaci ad hoc come ad esempio, quelli cortisonici, le immunoglobuline oppure alcune creme.

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Pubblicato da Marta Abbà il 13 luglio 2017