Orologio biologico donne e uomo

Orologio biologico

Orologio biologico, spesso associato a questioni di fertilità anche se in verità non regola solo quelle. E’ però in epoca attuale per alcuni una ossessione, quella dell’orologio biologico e della possibilità di avere figli mentre l’età avanza. A dibattito aperto, resta certo che la fertilità non è solo questione di anni ma anche di stile di vita, fumo o consumo di alcol e condizioni psicologiche. Allo stesso modo l’orologio biologico è questione anche di ritmi circadiani, sonno e sveglia, pasti e non solo di riproduzione.



Orologio biologico donne

Per le donne, il parlare di orologio biologico fa spesso evocare il fatidico e discusso “spartiacque” dei 35 anni, età che sembra essere meno significativa di quanto si pensasse per quanto riguarda la fertilità. Ci sono infatti dei recenti studi che suggeriscono come non suoni il “gong” compiuti i 35 ma che esistano varianti e sfumature. L’86% delle donne tra i 27 e i 34 anni riesce a concepire entro un anno, la percentuale scende a 82 per quelle tra i 35 e 39 anni, altro che confine netto, si tratta di una diminuzione della fertilità.

Questo non toglie che serva avere una maggior consapevolezza di come funziona l’orologio biologico delle donne perché i casi spesso molto sbandierati dai media di mamme over 50 possono far credere che tutto sia possibile a qualsiasi età e quando lo si desidera.

Orologio biologico uomo

Anche l’uomo dovrebbe interessarsi al proprio orologio biologico non solo per capire il proprio ciclo sonno e veglia ma anche per eventuali questioni di fertilità e di figli. Oltretutto l’infertilità maschile è messa in relazione in alcuni studi all’inquinamento, in ogni caso resta il fatto che, anche se gli uomini possono concepire fino a tarda età, il passare degli anni incide in modo non marginale sulla loro fertilità.

Orologio biologico

 

Orologio biologico cinese

Uscendo dal capitolo “fertilità”, scopriamo l’orologio biologico in altri ambiti, in tutti gli ambiti, direi, che riguardano la salute delle persone. La medicina tradizionale cinese infatti sostiene che in ogni organo del corpo ci sia un orologio che segnala il momento di massima e di minima funzionalità, spesso a 12 ore di distanza.

La giornata risulta quindi suddivisa in periodi di un paio di ore in cui un tale organo è al suo massimo. Si inizia alle 3 con due ore per i polmoni e poi via via gli altri: intestino crasso, stomaco, milza, cuore, intestino tenue, vescica, rene, pericardio, meridiano triplice riscaldatore, cistifellea e fegato.

Orologio biologico

Orologio biologico: sonno

Quando al mattino fatichiamo a svegliarci non è detto che sia per pura pigrizia, può anche essere colpa dell’orologio biologico, per lo stesso motivo c’è chi è pimpante di mattino ma crolla presto la sera. Il sonno, proprio come la fame, la pressione sanguigna, la motilità intestinale o la secrezione endocrina, segue ritmi ben precisi regolati nel corso delle 24 ore: i ritmi “circadiani”.

L’orologio biologico e questi ritmi sono legati all’azione di proteine i cui geni sono trascritti in momenti specifici della giornata e che hanno la capacità di controllare l’appetito, la crescita dei capelli e molto altro. L’orologio biologico se alterato, può essere causa d’insonnia.

Orologio biologico: significato?

Per approfondire il significato e le funzioni, ecco la “Guida all’orologio biologico. Prevenire e curare con la medicina tradizionale cinese”, testo prezioso per esplorare come la Medicina Tradizionale Cinese intende il tempo e la sua influenza sulla salute umana. Questo libro spiega come seguire nel modo migliore il nostro orologio interpretando i segnali del corpo.

Orologio biologico

Orologio biologico: dieta

Esiste una dieta così chiamata e che sostiene sia possibile dimagrire se non si assimila nulla per la durata di dodici ore. In teoria in questo modo il corpo può rimanere pulito e non accumulare grassi, liberandosi dalle tossine e facilitando il dimagrimento.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su?Twitter,?Facebook,?Google+,?Instagram

Ti potrebbe interessare anche

Pubblicato da Marta Abbà il 27 settembre 2017