Omocisteina: valori e sintomi

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Omocisteina, forse suona famigliare anche a qualcuno non laureato in medicina, infatti si tratta di uno dei valori che quando facciamo le analisi del sangue, viene controllato di frequente. Quando è alta, la Omocisteina è spesso associata ad un aumento del rischio di soffrire di malattie cardiovascolari anche gravi tra cui aterosclerosi, infarto miocardico, ictus cerebrale e trombosi. Meglio quindi sapere di cosa si tratta e gli alimenti più adatti per farla stare nei valori c



Omocisteina: cosa è

Mediante trasformazione enzimatica questa sostanza viene prodotta dal nostro metabolismo a partire dall’amminoacido metionina che a sua volta noi assorbiamo mangiando alcuni alimenti. Tra i più noti ci sono latte e latticini, uova, carne e anche legumi. L’omocisteina è un amminoacido solforato, solforato perché un atomo di zolfo compare nella sua formula chimica.

Omocisteina: valori

Per un adulto in salute la concentrazione plasmatica di omocisteina deve essere tra 5 e 12 micro-moli per litro per essere considerata normale e non preoccupante. Questi valori che emergono quando facciamo le analisi del sangue sono riferiti alla quantità totale indipendentemente dalla forma con cui si trova i circolo.

Va specificato anche perché questo amminoacido può essere presente nel sangue in varie sembianza: come molecola singola oppure legato ad alcune proteine oppure come in una forma in cui sono unite due molecole, detta dimero.

Oltre al nostro regime alimentare ci sono numerosi fattori che determinano la concentrazione dell’omocisteina nel sangue, ad esempio essa dipende anche dai farmaci che assumiamo, da eventuali malattie ereditarie, dal vizio di fumare o da eccessivo consumo di caffé o di simili bevande eccitanti. Anche la carenza di folati fa aumentare i valori sopra quelli accettati e consigliati.

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Omocisteina alta

Abbiamo già accennato ai rischi legati ad un valore alto, e più è alto più prevedibilmente il rischio aumenta. Indicativamente ci si può basare su una scala, ma è necessario parlarne con un medico esperto e non fermarsi a delle tabelle che sono informative e possono darci un “alert” da approfondire.

Fino a 12, abbiamo già detto che è accettabile, da 16 a 30 micro-moli per litro, il rischio è ancora moderato ma da non sottovalutare, da 31 a 100 micro-moli per litro aumenta il rischio cardiovascolare e se il valore di Omocisteina supera le 100 micro moli per litro, la situazione è seriamente preoccupante.

Omocisteina bassa

Di omocisteina bassa non se ne sente parlare molto perché il rischio è legato a valori alti. In generale, però, possiamo tener presente che le concentrazioni di questo amminoacido nel nostro sangue sono regolate dal metabolismo e coinvolgono l’acido folico, detto anche vitamina B9. Ne possiamo trovare soprattutto nei vegetali freschi, è possibile anche rivolgersi al medico per avere un aiuto, per regolare l’acido folico con un affiancamento a base di vitamina B12.

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Omocisteina sintomi

Non aspettiamo di stare male o di covare sei sospetti per fare un controllo che solitamente viene prescritto a chi per età, stile di vita e sesso, può avere un elevato rischio cardiovascolare. Se invece abbiamo già sofferto di infarto, ictus e trombosi venosa, è praticamente automatico e doveroso un controllo frequente e attento.

Ci sono anche altre categorie che è meglio stiano attente a stare nei valori consigliati, ad esempio chi soffre di ipertensione arteriosa, diabete, colesterolo alto, ipertiroidismo e chi ha familiarità per le malattie cardiache e vascolari.

Ci sono anche alcuni farmaci che, se assunti, possono far variare i livelli di Omocisteina e sarebbe quindi meglio tenerla sotto controllo. Tra questi troviamo pillola anticoncezionale, metotrexate e carbamazepina.

Omocistaina: cosa mangiare

Prima di allarmarsi e di ricorrere ai farmaci, il primo passo da compiere è quello di sistemare l’alimentazione: spesso è non adeguata per l’Omocisteina a nostra insaputa e basta poco per correggere i valori se non già gravi.

Dobbiamo fare in modo di nutrirci di abbondanti quantità di acido folico attraverso verdura “verde” come insalata, piselli e spinaci. Ottima anche la frutta secca, soprattutto noccioline, e ben vengano i legumi, fagioli e lenticchie in primis. La vitamina B12 è utile da affiancare e la troviamo nel latte e nei latticini, nella carne e nei frutti di mare.

C’è anche la possibilità di assumere integratori ma non è certo un modo per continuare a mangiare sregolato, possono funzionare infatti se già abbiamo uno stile di vita sano. Un esempio a 14 euro?“Omocisteina difesa” in grado di ridurre i livelli di omocisteina.

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Pubblicato da Marta Abbà il 5 dicembre 2016