La dieta del pompelmo

Il grasso superfluo è terribile e ridurre il girovita è il sogno di molti, soprattutto in vista dell’estate dove i costumi da bagno non riescono a mascherare nulla! Per ridurre il girovita e ottenere una forma fisica più asciutta, gli esperti del settore consigliano la dieta del pompelmo.


Lo studio è stato messo a punto dai ricercatori dell’Università dell’Arizona che hanno messo in evidenza alcune correlazioni tra il consumo di pompelo e la perdita di grasso corporeo. In particolar modo, il team dell’Università dell’Arizona ha studiato gli effetti positivi che ha il pompelmo sulla pressione sanguigna e sullo smaltimento dei grassi.

Bisogna far attenzione a non abusare troppo di pompelmi, infatti quella del pompelmo non è una vera e propria dieta ipocalorica, si tratta piuttosto di una buona abitudine alimentare da introdurre nel nostro stile di vita quotidiano. Stando alla ricerca americana, mangiare pompelmo più volte a settimana, aiuterebbe a ridurre il girovita.

I ricercatori hanno coinvolto due gruppi di pazienti, il primo gruppo ha mangiato pompelmo rosa tre volte al giorno e al secondo gruppo non è stato somministrato alcun pompelmo. Il primo gruppo, quello che ha abbondato con il consumo di pompelmo rosa, ha dato dei risultati promettenti! L’analisi ha concluso che il consumo di pompelmo rosa aiuta a ridurre il girovita anche se non si configura con una concreta perdita di peso ma solo con una riduzione della circonferenza vita.

Le caratteristiche del pompelmo inducono una perdita di peso modesta, piuttosto si manifestano con una netta riduzione della circonferenza vita. Non solo girovita più snelli, il pompelmo ha ottime proprietà e agisce contro l’ipertensione. Ricerche meno recenti hanno dimostrato che il diabete può essere contrastato con il consumo di pompelmo. Il motivo di queste proprietà benefiche? Sono dovute a due sottogruppi di flavonoidi, conosciuti con il nome di esperetina e naringenina. Efficaci per prevenire la formazione di placche arterosclerotiche.

Pubblicato da Anna De Simone il 13 marzo 2012