Demineralizzazione ossea: cause e come si cura

Demineralizzazione ossea

Demineralizzazione ossea, un processo di impoverimento che colpisce le nostre ossa e riguarda soprattutto il calcio. Avviene con l’avanzare dell’età ma anche in alcune circostanze che magari possiamo cercare di evitare. E’ comunque importante capire cosa accade durante la demineralizzazione ossea e come arginare i possibili danni, per la nostra qualità di vita generale.



Demineralizzazione ossea

Si parla di demineralizzazione o di decalcificazione ossea se il nostro scheletro sta subendo un processo di impoverimento di calcio. Quando questo minerale viene a mancare, assieme ad altri minerali, il nostro scheletro risulta sempre meno resistente e questo non può che rendere più probabili sia le fratture, sia i problemi articolari.

Demineralizzazione ossea: sintomi

Sintomi “esterni” e visibili a occhio nudo non ce ne sono, direi, se non “a cose fatte”, ovvero quando si riscontrano fratture o problemi alle articolazioni. Certo sarebbe meglio diventare consapevoli della demineralizzazione ossea del proprio scheletro prima, in modo da intervenire perché il processo rallenti.

Alcuni segnali della presenza della demineralizzazione possono essere captati, ad esempio uno di essi consiste in un’esagerata secrezione di paratormone. La decalcificazione ossea inoltre tende ad aumentare in caso di tumori ossei, di morbo di Paget o se ci stiamo sottoponendo a trattamenti con farmaci particolari e mieloma.

Demineralizzazione ossea

Demineralizzazione ossea: da cosa dipende

La demineralizzazione ossea non dipende sempre dall’osteoporosi, quest’ultima è certo ritenuta la sua massima espressione nell’osteoporosi ma possono presentarsi anche separatamente, queste due problematiche. La decalcificazione può essere legata anche a situazioni di iperparatioridismo, e poi non è detto che sia sintomo di una malattia grave.

Ci sono persone con demineralizzazione ossea solo perché mangiano male e hanno un pessimo stile di vita anche a livello di attività fisica. Anche all’arrivo della menopausa, la demineralizzazione ossea può presentarsi senza che ci siano delle particolari ragioni o una malattia grave alle origini. In gravidanza, inoltre, ci sono occasioni in cui le donne, visto che il feto richiede molto calcio, hanno problemi di decalcificazione ossea.

Demineralizzazione ossea del piede

Il piede è una delle parti del corpo più a rischio di fratture nelle persone che soffrono di demineralizzazione ossea. Quando invece ci si rompe un piede e ci si trova ad averlo immobilizzato per molto tempo, si può registrare una decalcificazione ossea locale, limitata però alla parte immobilizzata e che passa quando ci riprendiamo.

Demineralizzazione ossea diffusa

Al contrario di quella “da gesso”, c’è la demineralizzazione diffusa, detta anche sistemica. Si chiama così quando ad impoverirsi sono le ossa di tutto l’organismo).

Demineralizzazione ossea

Demineralizzazione ossea: cura

Fin da quando siamo piccoli, se abbiamo una alimentazione sana e svolgiamo una regolare attività fisica, ci stiamo curando. Meglio ancora se l’attività fisica avviene all’aria aperta perché la luce solare è indispensabile per la sintesi di vitamina D, a sua volta necessaria per l’assorbimento e la fissazione del calcio.

Tornando al cibo, è essenziale se si vuole salvaguardare la salute delle ossa. Senza fare gli asceti, basta seguire alcune indicazioni come limitare alcol, caffè, sale e integratori di fibra e optare per il consumo di latticini, pesce azzurro e legumi.

Demineralizzazione ossea: rimedi naturali

Una sana alimentazione e l’attività fisica all’aria aperta sono essenziali e sono rimedi più che naturali. Tra i vari sport, meglio il ballo ed il cammino che il nuoto o il ciclismo per prevenire la demineralizzazione, perché il peso corporeo stimola positivamente la calcificazione.

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Pubblicato da Marta Abbà il 9 agosto 2017