Cielo a pecorelle

Cielo a pecorelle

Cielo a pecorelle, siamo abituati a collegarlo alla pioggia, a catinelle, e non si tratta solo di una diceria popolare, o ad una filastrocca bella per la rima. C’è un fondo di verità, più che un fondo, direi, anche se oggi come oggi il cielo e il clima in generale sono sempre più imprevedibili. Il cielo a pecorelle è, per chi non conoscesse questo modo di dire, un cielo in cui le nuvole sono disposte a forma di “scacchiera” e così ricoprono quasi tutto il cielo azzurro che fa solo da sfondo.



Cielo a pecorelle, acqua a catinelle

Questo è uno dei più noti proverbi riguardanti il meteo, lo si impara spesso da piccoli senza neanche accorgerci, o chiederci, fino a che punto è vero o solo un modo di dire popolare.

Proverbi come questo e molti altri che vedremo, non sono un capriccio artistico ma delle affermazioni che nascono da anni e anni, se non secoli, di osservazione. Magari non sarà osservazione scientifica, basata su dati numerici e misurazioni precise, ma osservazione sul campo di persone che, in epoche diverse dalla nostra, ogni giorno dovevano fare i conti con i capricci del clima.

Le nuvole protagoniste del cielo a pecorelle si chiamano “altocumuli” e sono ammassi nuvolosi che si vengono a formare quando una grande massa di aria calda e umida viene sollevata dal suolo fino a quote di circa 3-5 km nel momento in cui ci si avvicina ad un fronte freddo attivo. In corrispondenza di un fronte freddo come questo, si verificano di solito precipitazioni a carattere temporalesco, acquazzoni, vento forte. Acqua “a catinelle” appunto.

Cielo a pecorelle: nube

Abbiamo parlato di altocumuli accennando al meccanismo che li fa formare in cielo, vediamo meglio cosa accade. Da ovest arriva un fronte freddo con del vento in quota, che spira da sud verso nord e si trova a dover superare una collina, una montagna, un massiccio o un ostacolo di questo tipo. Eccola quindi costretta a salire in alto, provocando la condensazione del vapore acqueo al suo interno e formando una striscia nuvolosa.

Una volta “scavalcato” l’ostacolo, quindi sul versante sottovento del rilievo, la massa d’aria può scendere di quota dissolvendo la nube. Abbiamo appena immaginato e descritto un movimento ondulatorio che si ripete a ciclo e che è all’origine di quelle lunghe strisce nuvolose parallele fra di loro che vediamo quando il cielo è a pecorelle. Di solito, se ci facciamo caso, le strisce sono disposte nella direttrice ovest/est.

Cielo a pecorelle

Può capitare che, quando nel fronte freddo si sono generati temporali molto intensi, il movimento ondulatorio si propagherà verso est, creando delle variazioni nelle strisce nuvolose che perdono la loro forma di strisce e diventano scacchiera.

Cielo a pecorelle in inglese

Quando vogliamo descrivere ad un inglese il cielo a pecorelle possiamo usare l’espressione “mackerel sky” e subito comprenderà a ciò a cui ci stiamo riferendo.

Cielo a pecorelle: immagini

Cielo a pecorelle

Cielo a pecorelle: frasi

Oltre alla frase “cielo a pecorelle pioggia a catinelle”, ne esistono molte altre da tenere conto perché, seppur popolari, hanno un fondo di verità che a volte è più credibile delle odierne previsioni del tempo, per lo meno di alcune. C’è poi chi ha preferito parlare di nuvole in modo più poetico lasciando agli scienziati il compito di studiare il clima e il tempo atmosferico.

Dopo che le nuvole hanno riempito il cielo di lacrime, il sole le asciuga con il suo sorriso.? (Angela Randisi)

Impara dalle nuvole a non soffocare le lacrime. (Giancarlo Stoccoro)

Le nuvole si muovono e risplendono con armonia tutte insieme; ogni nuvola è al posto giusto, nessuna stona con le altre, e se non riesci a registrare con precisione (ma certi cieli sono così complicati che è impossibile) la forma e la posizione d’ogni nuvola in un dato momento, non arriverai mai a rendere la visione del cielo. (Luca Mercalli)

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Pubblicato da Marta Abbà il 18 dicembre 2017